Tuesday, 11 March 2014

ClaudiaPedia_PRIMAVERA_Italiano





Una mela d’italiano: una al giorno toglie il medico di torno.

La parola Italiana del giorno è: PRIMAVERA (si spera!)

Primavera (singolare, femminile, plurale: primavere).

Corrispondente inglese: Spring.

Corrispondente canadese: Magari!

Origine:  da una radice indoeuropea col senso di “ardente”, “splendente”; successivamente  dal latino: [primo] inizio [ver] primavera.

Definizioni: Da un punto di vista astronomico è quel periodo che va dall’equinozio di primavera (nel nostro emisfero corrispondente al 21 marzo circa, e termina con il solstizio d’estate che, sempre nell’emisfero nord, corrisponde al 21 giugno).

Ci sono dei segni che indicano che la pimavera è alle porte. Vediamone alcuni:

·         Aumentano le ore di luce

·         La temperatura si alza

·         Gli alberi tendono le fronde fiere verso il cielo per favorire lo sbocciare dei loro fiori

·         La gente sorride di nuovo.

·         Dagli armadi cominciano a venir fuori camicie dai color pastello in pendant con il cielo e, in generale, i colori della natura.

Adesso vediamo cosa succede da queste parti.

·         Le ore di luce sono aumentate!

·         Flotte di infradito sono già dietro la porta del backyard, ma bisogna aspettare che si sciolga la neve per indossarle.

·         Gli alberi, scomparsa la neve, sembrano tanti pupazzi con le braccine spezzate. La famosa tempesta di ghiaccio che si è abbattuta lo scorso dicembre ha lasciato decisamente il segno.

Gli alberi sempre verdi continuano ad essere verdi e ben eretti. Per loro, lo sciogliersi della neve è più simile a un scrollarsi di dosso quintali di forfora...

·         La gente sospira e dice frasi tipo: “Siamo quasi arrivati. Manca poco”. Claudia sorride.

·         Le cose  color pastello negli armadi sono ancora sepolte sotto quintali di guanti spaiati, stivali macchiati di sale...eccezion fatta per le infradito tirate fuori giusto per...

·         Dollarama ha riempito gli scaffali d’innaffiatoi, vasi per fiori, fertilizzanti, farfalle di latta e coccinelle festanti. A noi serve il sale per sciogliere il ghiaccio!

Scherzi a parte, io la primavera la sento davvero nell’aria. Sebbene domani sia prevista la neve e la temperatura scenderà a meno dieci, la primavera è qui. L’ho incontrata in farmacia. Io cercavo il sale per la neve, lei cercava pillole antistaminiche.
 

 
 
 

Monday, 10 March 2014

CLAUDIAPEDIA_Lezioni d'italiano_Metamorfosi


Una mela (d’italiano) al giorno, toglie il medico di torno.

La parola Italiana del giorno è: METAMORFOSI (non una facile!).

Metamorfosi (singolare, femminile, invariabile). Corrispondente inglese: Metamorphosis.

Origine: La parola deriva dal Greco antico μεταμόρϕωσις > μεταμορϕόω «trasformare». Conta due parti: μετα- «meta-» più μορϕή «forma».
Definizioni: nella mitologia classica, nelle favole e in letteratura indica una trasformazione sovrannaturale di un essere o un oggetto in qualcosa di diverso. Per esempio: la trasformazione da essere umano in albero.
Successivamente, il termine cominciò ad essere usato per indicare ogni forma di cambiamento, trasformazione, variazione.

Fino a qui, tutto a posto! Ma, come può un italiano trasferitosi in Canada applicare questa parola ad un contesto reale?

In quanto italiano trasferitosi in Canada sai che la metamorfosi è in corso quando:

1)      Cominci a dire: “Ciao, come stai?” senza aspettare che l’altra persona ti risponda;


2)      Tua figlia (o tu stesso) comincia a trasformare l’intera struttura di una frase. Per esempio: “la mia amica che mi piace giocare con” – invece di “la mia amica con la quale mi piace giocare” -  e tu di fatto la capisci!

 
3)      Quando la temperatura raggiunge 3˚C, dopo un inverno passato a meno 15 come minimo, e tu convintissimo cominci a usare frasi tipo: “Ohhhh, che caldo oggi!”
 

4)      Smetti di storcere il naso di fronte a qualunque cosa commestibile il cui nome finisca in “parmigiana”. Per esempio, pollo alla parmigiana, cotoletta alla parmigiana, funghi alla parmigiana, gelato alla parmigiana (scherzavo!). Quando sono arrivata in Canada, mi sembrava che tutto fosse “alla parmigiana”

 
5)      Smetti di indossare i jeans – persino quelli più eleganti – per andare a un colloquio di lavoro.


6)      Usi a caso i pantaloni della tuta per andare al supermercato e non cnecessariamente in palestra.
 

7)      Tieni in casa due tipi diversi di caffè (italiano e americano) e, addirittura, li bevi entrambi, uno dopo l’altro.  

8)      Cominci a impacchettare ogni regalo utilizzando un sacchetto fancy pieno di carta velina colorata che trabocca come se volessi nascondere il regalo più spettacolare che esista, ma di fatto è solo un “buono”.

9)      Dici cose come: “Ohhhh, che cariiiinooooo!” anche quando non lo pensi ma, per qualche recondito motivo, il tuo cervello sembra essersi disconesso dalla lingua! E non è un ictus!

10)   Cominci a cercare file ovunque ti trovi, o cominci a fermarti sulla linea rossa dipinta sul pavimento che ti dice: “aspetta il tuo turno qui” anche se non c’è NESSUNO davanti a te!

Se riesci ad identificarti in una delle descrizioni, amico mio, la Metamorfosi è cominciata e non c’è nulla tu possa fare per fermarla!

Goditi il viaggio!
 
 

CLAUDIAPEDIA_Italian lessons _Metamorfosi (English)


ClaudiaPEDIA

Italian apple: one a day keeps the teacher away

The Italian word of the day is METAMORFOSI (not an easy one!).

Metamorfosi (singular, feminine noun, invariable). English correspondence: Metamorphosis.
Origin: this word derives from ancient Greek μεταμόρϕωσις > μεταμορϕόω «to transform». It consists of two parts: μετα- «meta-» e μορϕή «forma»
Definitions: in the classic mythology, in fairy tales, and literature it represents a supernatural transformation of a being or an object into something different. For example, from a human being into a tree.

Later, it started being used to indicate any type of change, alteration, variation.

So far, so good! But, how can an Italian in Canada apply this word to a real context?

As an Italian who moved to Canada you know that a Metamorfosi is happening when:

1)      You start saying, “Hi, how are you?” without waiting for the other person to answer


2)      Your daughter starts changing the entire structure of a sentence. For example, la mia amica che mi piace giocare con - instead of la mia amica con la quale mi piace giocare -  and you actually understand her!


3)      When the temperature reaches 3˚C, after a winter spent below 15 minimum, and you actually think something like, “Ohhhh, what a warm day today!”
 

4)      You stop turning your nose up in front of anything edible whose name ends with “parmigiana”. For example, chicken parmigiana, cotoletta parmigiana, mushrooms parmigiana, gelato parmigiana (for this, just kidding!). When I arrived it sounded like everything was parmigiana

 
5)      You stop wearing jeans – even the most elegant ones – to go to a job interview

 
6)      You randomly use your track pants to go to the supermarket and not necessarily to the gym

 
7)      You keep two different types of coffee at home (espresso and American), and you actually drink both, one after the other


8)      You start packing your gifts using fancy bags full of overflowing colorful paper sheets as if you wanted to keep secret the most amazing gift ever, and it’s actually a gift card  “only”


9)      You say something like, “Ohhhh, it’s soooo cute!” even when you don’t think so, but for some reason your brain disconnected from your tongue! But, it was not a stroke!

 
10)   You start looking for a human being line wherever you are, or you actually stop where a red line is on the floor telling you “wait your turn here” and NOBODY is before you!


If you can relate yourself to one of the ten descriptions, my friend, then La Metamorfosi è cominciata (Metamorphosis has started), and there’s nothing you can do about it…

Enjoy the ride!
 
(The following is a video suggested by a friend...)
 

Thursday, 6 March 2014

Fagioli_Lorenzo e il Canada (Terza parte)_Italiano


… Mia sorella Maia stava per compiere un anno. La sua festa di compleanno sarebbe stata un punto di non ritorno: il mio Papà sarebbe andato via dall’Italia un paio di giorni dopo.

Amici e parenti si sono uniti a noi. C’erano così tante persone! Io ero un po’ confuso perché tutti mi chiedevano se fossi pronto per il grande cambiamento. Io continuavo a chiedermi quale potesse essere il cambiamento quando una sorellina compiva un anno!

All’improvviso ho sentito gente gridare, ridere e musica a tutto volume. Tutti saltavano, cantavano, ballavano e gridavano: “I gotta feeling”. Anche le nonne ballavano e battevano le mani – questo lo faceva la nonna Ezia a dire il vero – così scoordinate come solo le nonne sanno essere!

Tutti sembravano felici. Quindi, non dovevo preoccuparmi. Sono andato dalla mamma e ho cominciato a ballare e saltare con lei. Quando è divertita e di buon umore, la mia mamma sa essere così divertente! Canta canzoncine stupide, balla e inventa le sue personalissime kata di karate. Addirittura sa strisciare i piedi come Michael Jackson! Ok, non esattamente come lui…ma almeno ci prova!

Papà è partito. E' andato a cercare una bella casa per noi in Canada. Io sono dovuto restare perché gli ho promesso che mi sarei preso cura di Maia e Mamma. L’ho fatto!

Ho aiutato la mia mamma a impacchettare tutto. Giorno dopo giorno la nostra casa diventava sempre più vuota e fredda. Io continuavo ad andare all’asilo fino a quando, un mese dopo la partenza di Papi, mamma mi ha detto che il giorno dopo sarebbe stato l’ultimo giorno assieme a maestre e compagni. Di notte ha preparato una torta al cioccolato piena di smarties e Nutella (a scuola in Canada, il Preside avrebbe chiamato tutto il dipartimento di Polizia. Della serie: Nuts-free...hai presente?). Così, ho festeggiato!

Quando Papi è partito, Maia ed io eravamo un po’ preoccupati. Non eravamo certi di rivederlo nuovamente. Così, Nonna Lilli ha messo dei fagioli in un barattolo. Circa 58. Era il numero esatto di giorni che dovevamo trascorrere senza Papà. Ogni giorno ne toglievamo uno.

Ho trascorso un paio di settimane a casa dei nonni di Palermo, con Chiara. Il resto, a Trapani, con Mattia. Era Carnevale e ci siamo divertiti un sacco!

 Mi ricordo che quando ero in macchina con la mia mamma, mi chiedeva come mi sentissi. Spaventato? Triste? Elettrizzato? Lei diceva di sentirsi un po’ triste e un po’ felice. Io, cercando di essere gentile, le dicevo che lo stesso valeva per me. A volte gli adulti fanno domande difficili. In queste occasioni devi trovare la risposta che secondo te più gli piacerà.

Ascoltavamo sempre due canzoni: Malamorenò e Baciami Ancora. Ho detto alla mia mamma che l’ultima mi faceva pensare così taaaanto al mio papà. Cantavamo ad alta voce, sorridevamo e cercavamo di immaginare la nostra vita futura.

Altri due fagioli e sarebbe arrivato anche per noi il momento di partire…
 
 
 
 

Beans_Lorenzo and Canada_Part 3


 


… My sister Maia was turning one. Her birthday party was a point of no return: my daddy was about to leave Italy in a couple of days.

Friends and family joined us. So many people were there! I was a little bit confused ‘cause everybody was asking if I was ready for the big change. I was not sure about what usually changes after your sister turns one.

All at a sudden, I heard people screaming, laughing and a very loud music. Everybody was jumping, singing, dancing and screaming “I gotta feeling”. My grandmothers too were dancing and clapping their hands – ok, the last one was my Grandma Ezia - in that clumsy way grandmas usually do.

Everybody seemed to be very happy. So, there was no reason for me to worry. I went to my mom and I started dancing and jumping with her. When she is in a silly mood, she can be so funny! She sings silly songs, she dances and invents new personal karate katas! She can even shuffle like Michael Jackson! Ok, not exactly like him, but at least she tries!

My daddy left. He was going to search a nice house for us to live in Canada. I had to stay because I promised him, I was going to take care of my mom and Maia. I actually did.

I helped my mother packing everything. Day by day, our home was becoming empty and cold. I was still attending my day care until, one month after my dad’s departure, she told me that the following day was going to be my last one with my teachers and classmates. At night she baked a chocolate cake full of chocolate candies and Nutella (if she did this in Canada, I am sure the principal would call the entire Police Department! Nuts-free…you know?). So, I celebrated!

When Daddy left, Maia and I were a little bit concerned. We were not so sure we were going to see Daddy again! So, Nonna Lilli, put some beans on a jar. She put about 60 beans. It was the exact amount of days we were supposed to stay without my Daddy. Every day we were removing one. I spent a couple of weeks at their house with Chiara, and the remaining days in Trapani with Mattia. It was Carnival, so we had so much fun!

I remember when I was in the car with my mom, she was asking how I felt. Was I scared? Sad? Excited? She was telling me she was a little bit sad and a little bit happy. Trying to be nice and gentle, I often said I felt the same. In those days, there were two songs my mom and I were listening to: Malamorenò e Baciami Ancora. I told my mom that the last one was making me think of my daddy soooo much! We were singing aloud, smiling and trying to picture our new future life.

Two more beans and it was time for us to leave…
 

Tuesday, 25 February 2014

Windwarding_Memories


Ogni coppia, ogni famiglia, ogni essere ha la propria personalissima, importantissima storia. Ognuno ha delle motivazioni importanti, un passato importante, un ricordo, qualcosa che ha inciso in modo indelebile il resto, l'evoluzione, il percorso.

 
Una delle cose che più apprezzo e mi sbalordisce dell'arte è il fatto che lo stesso personaggio, la stessa storia siano in grado di avvincere persone diverse. Quello che voglio dire è che un artista crea qualcosa, il bello o il brutto, e che quel qualcosa ha il poter di avvicinare persone diversissime tra loro.
È come leggere un libro e sentirsi parte di quella storia, sbalordirsi perché ci si vede esattamente rappresentati. Ma poi si scopre che una persona della quale non abbiamo stima o che non ci verrebbe mai a mente, dinnanzi allo stesso personaggio, ha provato esattamente la stessa cosa. Come si spiega?

Una canzone semplice con una musica semplice ha vinto il Festival di Sanremo (che io non ho guardato). Non so chi decida chi vinca il Festival. Di fatto, quella canzone è piaciuta a tanti…per motivi diversi.

A me ricorda due momenti “epocali” della mia vita, accomunati dalla presenza di una sola persona: mio marito.

Il primo, il giorno in cui è tornato a casa da lavoro e mi ha comunicato, pallido e determinato, che ci saremmo trasferiti in Canada…

Il secondo, il giorno in cui io sono tornata a casa, impaurita e determinata e gli ho comunicato che stavo per lasciare uno dei lavori per inseguire un sogno…

“lo sono qui
Per ascoltare un sogno
Non parlerò
Se non ne avrai bisogno
Ma ci sarò
Perché così mi sento
Accanto a te viaggiando controvento
Risolverò
Magari poco o niente
Ma ci sarò
E questo è l’importante
Acqua sarò
Che spegnerà un momento...”


http://www.youtube.com/watch?v=wPrKYs2iDKQ



P.S. Non abituiamoci...ché  il romanticismo non è cosa mia :-)




 

Saturday, 22 February 2014

Lorenzo e il Canada_dicembre_(italiano)


La nostra ultima estate è trascorsa velocemente. Con l’arrivo dell’autunno, l’intera casa era letteralmente impacchettata. Ogni giorno un nuovo oggetto spariva, ingoiato da uno scatolone marrone.   

Io continuavo a frequentare l’asilo e mia sorella Maia aveva perfezionato la sua capacità di darmi fastidio. Se io la baciavo – sappiate che io sono quello che in famiglia trascorre ¾ della giornata andando in giro a baciare ed abbracciare gli altri – Maia, di tutta risposta, mi tirava i capelli. La coccolavo? Sicuramente lei mi dava un calcio da qualche parte tra lo stomaco e la faccia.

A quanto pare, è possibile capire il carattere di una persona sin da subito. D’allora, infatti, Maia non è cambiata per niente. Ok! Ovvio! Adesso è più alta e sa pure parlare – non sto qui a dirvi quanto possa durare un nostro litigio – ma come allora, no perderebbe per nulla al mondo l’opportunità di farmi finire nei guai.

Anzi, sapete cosa hanno fatto i miei genitori? L’hanno iscritta a karate! V’immaginate? È come regalare una pistola a un assassino; come giocare a tennis con la Wii usando una racchetta vera e una pallina! Tre anni fa mi hanno iscritto a karate per fare crescere la mia autostima. Tre anni dopo hanno iscritto pure Maia, immagino per ridurre la mia autostima che probabilmente era cresciuta troppo. Chi lo sa!

Ad ogni modo, per quel che riguarda l’autunno nel mio paese, non ho ricordi di me mentre creo un mucchio di foglie rosse, gialle, marroni  come faccio adesso. Di conseguenza, immagino ci stessimo perdendo tutto quel divertimento che abbiamo in Canada quando saltiamo sul cumulo di foglie – che papà ha appena finito di raccogliere – per il solo piacere di spargerle di nuovo tutt’intorno. Divertentissimo, no?

Il nostro ultimo Natale è stato in qualche modo magico. Da allora, non sono più riuscito a vedere di persona Babbo Natale mentre consegna il suo sacco pieno di giocattoli.
 Non siamo riusciti a vedere la sua faccia quell’anno, ma l’abbiamo visto di spalle mentre poggiava i regali vicino al camino. Gridavano tutti – ancor’oggi non capisco perché – e ho immaginato fosse davvero appassionato del proprio lavoro considerando che non si è voltato in direzione del frastuono.

In Canada è diverso. Di fatto non lo vedi. A quanto pare, lui e Rudolph arrivano di notte mentre noi dormiamo. Poiché non abbiamo un camino in questa casa, Mamma gli ha comprato una chiave che può utilizzare per entrarea riposare, bere latte, mangiare biscotti ma, cosa più importante, lasciarci i regali.

Prima di Natale, dopo un paio d’anni trascorsi ad analizzare la situazione, sono finalmente riuscito a spiegare a Maia e Mamma perché Babbo Natale arriva sempre di notte  e, quindi, apriamo i suoi regali il 25 dicembre. La teoria è alquanto semplice: lascia il Polo Nord e viaggia verso Est. Di conseguenza, arriva in Europa il 24 Dicembre e, prima che arrivi in Canada è già il 25. Logico, no? Credo la sua sia un’ottima tattica per fare il giro del mondo.

L’ultima cosa che ricordo di quel dicembre è una festa nella quale eravamo tutt’insieme. C’erano un sacco di persone! Non ricordo esattamente cosa stessimo celebrando. Essendo un bambino, aspettavo solo due cose: i regali e le torte. A un certo punto, finalmente, quel momento è arrivato.

Sapete cosa è successo? Hanno cominciato a chiamarmi per fare delle foto di famiglia. Ora, non so quante persone ci fossero alla festa: sono dovuto rimanere in posa per almeno dieci fotografie mentre, sconsolato, guardavo quelle torte che NESSUNO poteva toccare!

Dopo la terza foto, ho cominciato ad assumere pose da dinosauro, supereroe, mostro…Troppo divertente, per me…un po’ meno per il mio Papà che, nel frattempo, cercava di tenermi immobile!

All’improvviso, tutti hanno cominciato a indicare le torte. Una rappresentava una casetta in Canadà; l’altra una bandiera canadese. Non ero certo di aver capito bene se quella torta, da quel momento in poi,  sarebbe stata la nostra casa.